L’associazione chiede di essere ascoltata dalla Commissione Giustizia e indica le modifiche che ritiene necessarie: formazione verificabile, un RUNAC trasparente e ruoli distinti per associazioni professionali ed enti di certificazione.
La riforma della disciplina del condominio deve tenere conto dell’esperienza di chi opera ogni giorno nella gestione degli edifici e nella formazione degli amministratori. È la posizione di RE-COND – Rete Amministratori Condominiali e Immobiliari, che ha chiesto di essere ascoltata dalla 2ª Commissione permanente – Giustizia del Senato nell’ambito dell’esame dei disegni di legge S.1816 e S.1905.
RE-COND si è dichiarata disponibile a partecipare a un’audizione, anche in videoconferenza, e, in subordine, a depositare una memoria scritta. L’obiettivo è contribuire alla definizione di regole chiare, applicabili e capaci di tutelare sia i professionisti sia i condomini.
Requisiti professionali e legge n. 4/2013
Tra i temi da approfondire, RE-COND indica il coordinamento delle nuove disposizioni con la legge n. 4/2013 e con l’articolo 71-bis delle disposizioni di attuazione del Codice civile. La riforma dovrebbe precisare i requisiti per esercitare l’attività e riconoscere il ruolo delle associazioni professionali inserite nell’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per RE-COND, anche la formazione iniziale e periodica prevista dal D.M. n. 140/2014 deve essere effettiva e verificabile. L’obbligo formativo dovrebbe assicurare percorsi di qualità, utili allo svolgimento dell’attività e capaci di sostenere il costante aggiornamento degli amministratori.
La proposta dell’associazione è che la formazione prevista dal decreto, insieme alla verifica e all’attestazione dei requisiti professionali ai fini della disciplina di settore e dell’eventuale Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio, sia affidata alle associazioni professionali previste dalla legge n. 4/2013 e, per i rispettivi iscritti, agli Ordini professionali.
Certificazione UNI 10801:2024
RE-COND riconosce il valore delle certificazioni conformi alla norma UNI 10801:2024 come strumenti volontari di qualificazione professionale. Ritiene però che non debbano diventare condizioni esclusive per esercitare la professione né introdurre barriere economiche sproporzionate.
La certificazione può valorizzare competenze e qualità professionali, ma deve rimanere distinta dai requisiti stabiliti dalla legge e dagli obblighi formativi previsti per gli amministratori.
RUNAC: trasparenza e funzioni definite
RE-COND sostiene l’istituzione del Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio come strumento pubblico di trasparenza, tracciabilità e verifica dei requisiti, anche a tutela dei condomini e dei consumatori.
L’associazione chiede, tuttavia, che la riforma definisca con precisione chi possa svolgere la formazione, attestare i requisiti professionali e accedere al Registro. In particolare, RE-COND non aderisce a proposte che attribuiscano agli organismi accreditati da Accredia o agli enti terzi di certificazione un canale autonomo di accesso al RUNAC o funzioni di gestione, rilascio o convalida della formazione prevista dal D.M. n. 140/2014.
Secondo la posizione di RE-COND, il ruolo degli enti terzi dovrebbe restare circoscritto alla certificazione volontaria di qualità, compresa quella conforme alla UNI 10801:2024, senza funzioni formative o abilitanti e senza un accesso autonomo al Registro.
RE-COND ritiene che una diversa impostazione rischierebbe di marginalizzare le associazioni professionali e la loro funzione di rappresentanza, formazione e accompagnamento dei professionisti. L’associazione segnala inoltre il pericolo che la formazione venga ricondotta a logiche prevalentemente commerciali, soprattutto quando è proposta insieme a software, polizze e consulenze.
Un Tavolo permanente e regole chiare
La riforma dovrebbe, secondo RE-COND, rafforzare il confronto tra istituzioni e categoria attraverso un Tavolo permanente, nel quale le associazioni professionali possano contribuire alla definizione e all’attuazione delle regole.
L’associazione propone inoltre disposizioni transitorie equilibrate, capaci di riconoscere l’esperienza già maturata e di garantire un’applicazione uniforme della nuova disciplina. Andrebbero chiariti anche gli aspetti relativi a responsabilità, assicurazione professionale, aggiornamento, compensi e controlli, evitando sovrapposizioni tra organismi pubblici, associazioni professionali ed enti privati di certificazione.
La richiesta alla Commissione Giustizia
Con la richiesta di audizione, RE-COND invita la Commissione a considerare il contributo di un’associazione professionale direttamente coinvolta nella formazione e nella qualificazione degli amministratori condominiali. In alternativa all’audizione, ha chiesto di poter depositare una memoria scritta da acquisire nella documentazione relativa ai DDL S.1816 e S.1905.
Per RE-COND, la riforma è un’occasione per costruire un sistema fondato su formazione di qualità, trasparenza e tutela dei consumatori, riconoscendo l’esperienza professionale e definendo con chiarezza i compiti dei diversi soggetti.
art. di Isidoro Tricarico e Giuseppe De Filippis
