FINALMENTE TRAMONTATA L’IPOTESI DELL’ALBO PER GLI AMMINISTRATORI DI CONDOMNIO.
FINALMENTE TRAMONTATA L’IPOTESI DELL’ALBO PER GLI AMMINISTRATORI DI CONDOMNIO.

FINALMENTE TRAMONTATA L’IPOTESI DELL’ALBO PER GLI AMMINISTRATORI DI CONDOMNIO.

Il Senato ha approvato un emendamento che introduce il cosiddetto principio di proporzionalità, derivato da una direttiva europea.

Il principio afferma che lo Stato può riservare determinate attività solo quando ciò è realmente necessario per tutelare interessi pubblici; che non si possono creare nuove riserve professionali o nuovi monopoli senza una motivazione adeguata; che ogni limitazione all’accesso o all’esercizio di una professione deve essere proporzionata e giustificata.

Perché le associazioni professionali sono soddisfatte?

Le associazioni che rappresentano le professioni della Legge 4/2013 (tra cui potrebbero rientrare anche molte associazioni di amministratori di condominio) temevano che la riforma potesse favorire gli Ordini professionali, ampliando le attività loro riservate.

L’emendamento chiarisce invece che:

tutte le attività che la legge non dichiara espressamente riservate a una professione ordinistica possono continuare a essere svolte dai professionisti non ordinistici.

In pratica si evita che alcune attività diventino automaticamente “esclusive” degli iscritti a un Ordine.

Cosa significa per gli amministratori di condominio?

Per la categoria degli amministratori di condominio il tema è particolarmente interessante perché: l’amministratore di condominio non appartiene a un Ordine professionale; la professione è regolata principalmente dall’art. 71-bis delle disposizioni di attuazione del Codice Civile e dalla Legge 4/2013 per gli aspetti associativi; questa modifica conferma l’orientamento europeo contrario alla creazione di nuovi monopoli professionali non giustificati.

Per chi sostiene l’istituzione del Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio (RUNAC), l’articolo offre un argomento importante:

✅ rafforza l’idea di un registro pubblico di qualificazione e trasparenza;

❌ rende ancora più difficile sostenere la creazione di un vero e proprio Albo professionale obbligatorio sul modello di avvocati, ingegneri o commercialisti.

Infatti il principio di proporzionalità impone di dimostrare che una restrizione così forte della libertà professionale sia indispensabile per la tutela dell’interesse pubblico. Per la figura dell’amministratore di condominio, oggi, questa dimostrazione non è semplice.

Il messaggio di fondo è che il legislatore europeo e quello italiano stanno andando verso: maggiore concorrenza tra professionisti;

tutela delle professioni della Legge 4/2013; limitazione della creazione di nuove attività riservate agli Ordini; valorizzazione di certificazioni, registri e qualificazioni professionali, piuttosto che nuovi albi obbligatori.

Per la battaglia che RE-COND sta portando avanti sul RUNAC, questo principio può essere letto come un ulteriore segnale che la strada più realistica è quella del registro nazionale qualificato degli amministratori di condominio, e non quella di un nuovo Ordine o Albo professionale.

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